Terrenostre, numero7/8-Dicembre 2002

Tavola rotonda sulla Scuola
L'innovazione tra riforme e autonomia
Le risposte dei Dirigenti Scolastici del nostro territorio che hanno espresso la loro opinione sulla costante trasformazione scolastica degli ultimi anni

 

(omissis)...Annalisa Rossi (Preside della Scuola Media Statale "Colomba Antonietti" di Bastia Umbra)
L'autonomia è la grande novità dell'ultimo decennio che, tuttavia, così come ha faticato tanto a incardinarsi nel sistema ( si ricordi soltanto l' indifferenza con la quale nel 1994 l'allora Ministro della Pubblica Istruzione D'Onofrio lasciò deliberatamente decadere i termini per l'emanazione del regolamento attuativo e, di conseguenza, la legge di delega al Governo) altrettanto, da due anni, fatica a realizzarsi compiutamente a causa delle perduranti tentazioni di centralismo burocratico e verticistico e, ancor più, per la cronica mancanza di risorse umane (gli organici del personale in costante minaccia di riduzione e in ogni caso non autonomi né funzionali). Per non parlare delle ristrettezze finanziarie, con i fondi sempre scarsi "virtuali" e tardivi in quanto vengono assegnati anche dopo un anno e più.
Parlare di riforma significa discutere di qualcosa che non c'è. Fu questa la critica principale al progetto poi divenuto legge di Berlinguer e la questione si ripropone oggi con il progetto del Ministro Moratti giunto quasi al termine del percorso legislativo. Che cosa si intenda per gli otto anni di scuola di base , più quattro o cinque di istruzione superiore, di formazione professionale all'interno del percorso formativo, o quale sia la differenza tra obbligo e diritto scolastico, ancora non è stato chiarito, poco o nulla si sa di programmi o di orientamenti nazionali , quali siano gli spazi di autonomia locale,regionale o di territorio più ristretto, quali servizi formativi dovranno fornire le scuole e, ovviamente, con quali risorse. In assenza di indirizzi e di contenuti didattici e pedagogici espliciti qualsiasi riforma non è nè buona nè cattiva, è soltanto una cornice vuota. Al momento l'unica cosa certa è la volontà di risparmiare sulle spese di personale e della scuola pubblica: ma una riforma senza risorse finanziarie e con risorse umane ridotte altro non può essere che un ritorno al passato, quando, in una realtà sociale assai meno complessa, si poteva fare scuola, senza laboratori, con poche e precari insegnanti, con il doposcuola al posto del tempo pieno.
...(omissis)