Indagine conoscitiva sul servizio di Orientamento Scolastico

Ordine degli Psicologi della Regione dell'Umbria

Dott.Vittore Fabbri, Dott.Manuela Marchetti, Dott.Ignazina Picarella

Introduzione

Il presente lavoro nasce da una ricerca commissionata  dall’Ordine degli Psicologi avvalendosi della consulenza del Prof. Sergio Salvatore, docente all’Università degli Studi di Lecce. Lo scopo era quello di individuare un nuovo approccio di intervento per lo psicologo scolastico rispetto a problematiche legate al mondo della scuola e, in particolare, rispetto alla gestione e miglioramento del servizio. La ricerca ha coinvolto una serie di scuole dislocate in tutto il  territorio umbro che si differenziavano sia  per tipologie che problematiche riferite.
Nel caso della scuola media inferiore   di Bastia  l’iniziale richiesta di intervento riguardava un approfondimento verso l’efficacia del loro processo di orientamento, utilizzato fino ad allora,  perché si avvertiva una sotto-utilizzazione dello stesso da parte, soprattutto, delle famiglie. Si è cercato di formulare una ipotesi di partenza che avesse come obiettivo quello di capire come mai si verificava questo fenomeno e, in senso più ampio, avere una percezione dell’efficacia del modello orientativo utilizzato.

OBIETTIVO SPECIFICO DELL’INTERVENTO

Facendo una rilettura della richiesta iniziale siamo arrivati alla formulazione di una compatta  richiesta.

Ipotesi di partenza: superare la logica vocazionale attitudinale degli interventi di orientamento, a favore di un orientamento che abbia come obiettivo lo  sviluppo, nel ragazzo,  di competenze che lo aiutino ad orientarsi nei contesti scolastici a favore di una pregnante autonomia.

Secondo questa ipotesi il successo di inserimento dipende non dalle disposizioni-attitudini personali dell’allievo ma dalla sua competenza culturale ossia dalla sua reale capacità di fare la “scelta giusta” conoscendo il territorio di riferimento e avendo cognizione dei suoi “talenti”.
Vengono proposte quattro linee di sviluppo per costituire un gruppo che presidi le politiche di orientamento della scuola di Bastia.
A questo gruppo partecipano oltre al dirigente scolastico una serie di docenti con specifici ruoli.

Si stabilisce una :

-         verifica dell’efficacia del modello di orientamento utilizzato fino a quel momento;

-         analisi dei fattori di successo e insuccesso al fine di individuare  dei criteri utili per integrare l’approccio attitudinale ossia individuare dei criteri che ci consentano di capire se il talento è reale o derivante da fattori culturali di riferimento;

-         sviluppo di una collaborazione con le scuole superiori al fine di aumentare il potere contrattuale della scuola media nelle politiche di continuità;

-         sviluppo di un’esperienza pilota di analisi e sviluppo delle competenze di orientamento in una o più classi pilota.

 Queste quattro linee di sviluppo sono state portate avanti quasi tutte, talune in modo più pregnante, altre semplicemente rimandate, questo perché man mano si sentiva il bisogno di approfondire aspetti maggiormente legati alla nostra ipotesi di partenza la cui evoluzione segue una logica sequenziale.

 

MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO

 

La richiesta dell’intervento è partita da un forte investimento fatto dalla scuola sullo sviluppo delle sue politiche di orientamento. Si tratta di un importante punto di forza che viene da noi accolto e utilizzato in positivo attraverso la  individuazione di nuove strategie di intervento tali da affinare  e rendere il più possibile efficace l’intero processo di orientamento.
Dopo una serie di incontri  sono state individuate sia modalità precise che strumenti di intervento nonché la precisa popolazione da coinvolgere nel progetto.
Sono stato scelti gli  alunni delle terze classi inferiori a cui era già stato consegnato il consiglio orientativo. A questi sono stati affiancati ex alunni passati in quel momento  al primo anno delle scuole superiori. Ciò per capire se il consiglio di orientamento già rilasciato, sarebbe stato in grado di supportare la scelta e la soddisfazione dell’alunno rispetto alla nuova scuola superiore attraverso la diretta testimonianza di coloro che già erano stati “orientati” e si trovavano a frequentare la scuola indicata loro precedentemente.                        

 

MODALITA’ DI INTERVENTO E STRUMENTI

 

Si è proceduto all’analisi degli strumenti solitamente utilizzati dai docenti nel loro processo di orientamento questo per pura conoscenza e non per intenti di natura valutativa. Poiché  si vuole superare la logica vocazionale attitudinale, si è pensato di introdurre strumenti in grado di misurare non tanto l’aspetto cognitivo intellettivo quanto l’immagine che hanno gli allievi del processo orientativo e in senso lato il loro  rapporto con la scuola.
Sono stati poi valutati una serie di strumenti adatti allo scopo. 
La scelta è caduta su  un questionario tratto dalla batteria che misura i Fattori di successo del sistema scolastico fornito dal dott. S. Salvatore. Il questionario in riferimento aveva lo scopo di valutare i modelli culturali degli allievi rispetto alla loro immagine della scuola. Si tratta del   Questionario studenti delle scuole medie inferiori.
Si è inoltre pensato di costruire un questionario che quantificasse l’utilità del processo di orientamento, sempre dal punto di vista degli studenti.Si tratta del Questionario sull’utilità del processo di orientamento.

Nello specifico:

- Questionario studenti delle scuole medie inferiori

Il  questionario è stato somministrato a tutti gli allievi delle terze classi inferiori dopo che questi avevano ricevuto il consiglio di orientamento ed effettuato una pre-iscrizione alla scuola  media superiore consigliata.

Questionario sull’utilità del processo di orientamento (cartaceo).  (Q. C.)

Il questionario è stato somministrato in concomitanza  con il  Questionario studenti delle scuole inferiori rispettando le stesse modalità di somministrazione.

-Questionario sull’utilità del processo di orientamento (telefonico). (Q. T.

Il questionario è stato somministrato per via telefonica da alcuni docenti che hanno aderito al progetto. La somministrazione riguardava ex alunni che gia frequentavano la prima classe della scuola superiore. 

.Gli ultimi due questionari hanno un’identica struttura, differiscono per modalità di somministrazione.

 

RISULTATI QUESTIONARIO STUDENTI SCUOLE MEDIE INFERIORI

(livello nazionale ed umbro)

Dall’analisi dei questionari sono emersi quattro modelli culturali precisi.

 

  1. Affiliati fiduciosi

Sono coloro che considerano lo studio come molto importante. La scuola è vista come molto utile non tanto dal punto di vista funzionale quanto come un presupposto legato alla fiducia riposta  nel mondo degli adulti.

Si tratta di ragazzi che si identificano totalmente con gli adulti e manifestano una completa adesione alle regole sociali.

La componente affettiva rappresenta un vettore motivazionale capace di rendere piacevole la conoscenza e l’apprendimento. Non si tratta di affiliatività passiva ma di un’esperienza positiva che va ricercata nella famiglia vista come una famiglia autorevole in grado di contenere e rassicurare.

La scuola, d’altro canto non è vista come una grande famiglia ma come  una importante istituzione positiva.

Rappresentano il 48,15%, in Umbria il 45,8%

 

  1. Dipendenti idealizzanti

Si tratta di soggetti che considerano tutto come bello e buono ma la considerazione è assolutamente acritica e di maniera.

Sono i cosiddetti affiliati passivi che si adattato ad un contesto, rappresentato dal rapporto con i docenti,  vissuto come assolutamente prescrittivi dove ci sono solo due possibilità: adeguarsi o trasgredire e questo gruppo sceglie la prima strada.

Rappresentano il 32,8%, in Umbria il 34,5%

 

  1. I trasgressivi

Sono coloro che hanno un rigetto assoluto per tutto ciò che rappresenta la scuola: studio, conoscenza, docenti. Con la trasgressione, non rispettando le regole, si identificano con un modello di “sopravvivenza” di forza che contrasta una visione fatalista del contesto in cui vivono, “tanto non cambia niente”.

Per questi soggetti la scuola è un luogo da abbandonare.
Rappresentano il 15%, in Umbria il 19%

 

  1. I depressi

Anche questo gruppo considera la scuola come un luogo da abbandonare. I docenti sono visti come maghi, sacerdoti o controllori. A differenza dei trasgressivi i depressi non assumono atteggiamenti di tipo reattivo ma di totale disinvestimento affettivo. Sembra quasi che questi soggetti riportino nel rapporto con la scuola un fallimento nel loro contesto familiare. Da qui l’esigenza di un luogo alternativo di identificazione e di identità, che sembrerebbe al momento non trovato, ma comunque desiderato(identificazione con la moda o con i gruppi politici).
Rappresentano il 4,1%, in Umbria lo 0,7%

 

RISULTATI DEL QUESTIONARIO SULL’ORIENTAMENTO

(Cartaceo e telefonico)

 

                            L’elaborazione è avvenuta tenendo presenti i risultati di entrambi i questionari
                      distinti soltanto in funzione dell’adesione o meno al consiglio orientativo.

 

Consiglio orientativo seguito

Seguono i risultati in dettaglio di coloro che hanno aderito al consiglio dato dalla scuola media C. Antonietti rilevati sia nel questionario di orientamento che riguarda le terze classi della scuola media inferiore (questionario cartaceo), sia quelli che riguardano gli allievi contattati telefonicamente (questionario telefonico)  che già frequentano la prima classe delle scuole superiori.

Campione:

N= 56   totale questionario telefonico
N= 146 totale questionario cartaceo

Il 77% del campione segue il consiglio orientativo

Il  23% del campione non segue il consiglio orientativo

  Domanda n. 1: Ho scelto di seguire il consiglio ricevuto perché  corrisponde alle mie INCLINAZIONI

 

Domanda n.2: Ho scelto di seguire il suggerimento seguito perché avevo un buon profitto scolastico e quindi posso scegliere anche un corso impegnativo.

Domanda n. 3 :Ho scelto di seguire il suggerimento ricevuto perché i miei sono stati d’accordo con la mia scelta.

 

Domanda n. 4: Ho scelto di seguire il suggerimento ricevuto perché non avevo le idee chiare e il consiglio orientativo mi ha convinto.

 

 

Consiglio orientativo non seguito

Vengono riportati i risultati di coloro che non hanno seguito il consiglio orientativo

Domanda n. 1: Ho scelto di non seguire il suggerimento ricevuto perché i miei non sono d’accordo con la scuola che mi è stata  indicata.

Domanda n. 2: Ho scelto di non seguire il suggerimento ricevuto perché preferisco andare dove vanno i miei amici.

 

 

Domanda n. 3 : Ho scelto di non seguire il suggerimento ricevuto perché ho dovuto scegliere il corso di studi più congruente con l’attività lavorativa svolta dai miei genitori.

 

 Domanda n. 4: Ho scelto di non seguire il suggerimento ricevuto perché c’erano problemi legati al raggiungimento della scuola indicata.

 

 

Domanda n. 5: Ho scelto di non seguire il suggerimento ricevuto perché sarebbe stato troppo difficile per me seguire il corso di studi indicato nell’orientamento.

 

 

Domanda n.6: Ho scelto di non seguire il suggerimento ricevuto perché il corso di studi indicato era inferiore rispetto alle mie capacità.

 

Domanda n. 7 Ho scelto di non seguire l suggerimento ricevuto perché non avevo le idee chiare e ho scelto una scuola diversa senza un particolare motivo.

ANALISI FATTORIALE QUESTIONARIO UTILITÀ CONSIGLIO ORIENTATIVO.

E’ stata condotta un’ulteriore analisi statistica per meglio definire il significato dei dati grezzi derivanti dal questionario B, poiché la semplice informazione di tipo percentuale risulta essere molto generica. Abbiamo optato per l’analisi fattoriale perché questo tipo di analisi ci consente di arrivare a delineare precise tipologie di modelli culturali degli allievi che si rapportano con il consiglio orientativo e di capire l’uso che ne fanno.
Sono state mantenute le distinzioni fatte precedentemente ossia tra coloro che hanno aderito al  consiglio orientativo e coloro che lo hanno rifiutato.

ADESIONE AL CONSIGLIO

      Il campione ha fornito due profili qui di  seguito esposti.

ALLIEVI CONSAPEVOLI
Sono coloro che hanno una buona capacità critica circa la scelta da intraprendere per attuare un buon progetto di vita. La loro decisione è matura e centrata sul proprio sé. L’accettazione del consiglio orientativo deve essere vista come una grande consapevolezza del proprio profitto e delle inclinazioni, seguire la scuola indicata vuol dire attuare un percorso formativo pianificato.

ALLIEVI DELEGANTI

Sono coloro che, al contrario degli allievi consapevoli, non hanno alcuna consapevolezza del proprio talento e delle inclinazioni. Delegano le  loro scelte future agli adulti. Accettare il consiglio diventa funzionale perché rappresenta una continuità del proprio sé percepito non dall’idea che ha l’allievo di sé stesso ma da quella che hanno gli adulti, in particolare i professori. (Falsa idea di sé).

Dato che si tratta di adolescenti, bisogna prendere in considerazione il periodo critico che stanno attraversando poiché in questa fase il desiderio di staccarsi dalla “autorità”, rappresentata dal mondo adulto, è molto forte ed è molto forte anche  il rifiuto di quelle che sono le idee dei genitori (aspettative).
Lo scopo è quello di costruire una identità propria in cui desideri e bisogni possono essere espressi liberamente. Il problema si presenta  quando la struttura dell’adolescente, ancora in formazione, non è in grado di supportare critiche e il  consiglio orientativo accettato rappresenta un buon escamotage per aggirare il conflitto e al contempo mantenere un’idea di indipendenza. Quindi se da un lato la tendenza del ragazzo  è quella di considerarsi come “bravo” competente e pieno di talenti ma  dall’altro lato l’accettazione del consiglio non dipende da questo ma dal bisogno di far parte di un mondo che lo accetta. E’  il mondo adulto che decide per lui e  il consiglio  fa da tramite.
Piuttosto che farsi dire dai genitori cosa deve fare preferisce seguire il consiglio dato dai professori                                                                                                                

RIFIUTO DEL CONSIGLIO

ALLIEVO PIANIFICATO

Il rifiuto si seguire il consiglio orientativo non dipende dalle inclinazioni del  ragazzo ma dal bisogni di piegarsi a ragioni di pianificazione familiare.
La collocazione del ragazzo, nel piano di sviluppo familiare, è stata decisa senza tener conto del profitto e delle sue inclinazioni. Il consiglio orientativo viene rifiutato perché il tipo di scuola indicata  non rientra in questo piano di sviluppo familiare.

ALLIEVO AFFILIATO

E’ colui che si colloca in una struttura familiare che non ha nessun piano di sviluppo  preciso ma che presenta abitudini e direttive rigide. Ogni singolo cambiamento, che può turbare questo modo di vivere, viene nettamente rifiutato. Così, ogni tipo di scuola indicata che può portare problemi di qualsiasi tip, viene rifiutata. Il ragazzo rifiuta il consiglio perché vuole mantenere lo status quo rimanendo ancorato all’idea di appartenenza alla famiglia. Questa idea è molto importante per lui perché appare sostitutiva di un  rapporto di fiducia con la scuola non mantenuto, o mai nato. 

ALLIEVO REATTIVO

E’ colui che rifiuta il consiglio perché è venuto meno in rapporto di fiducia  con la scuola, non ha alcun rapporto significativo con la famiglia e la sua identificazione è rivolta al mondo dei pari. Il rifiuto non ha alcun significato perché qualsiasi scuola indicata sarebbe stata rifiutata. L’unica scuola presa in esame potrebbe essere quella intrapresa dell’amico. In questo caso manca assoluta consapevolezza di talento o profitto o qualsiasi desiderio riguardante la sua vita.

 

LINEE DI SVILUPPO

 

Abbiamo ipotizzato delle strategie di intervento che abbiano come obiettivo la massima consapevolezza dell’allievo (riguardo alle proprie inclinazioni, aspirazioni, capacità e talenti, intelligentemente coniugate con le offerte formative esistenti), per favorirne, appunto, una scelta matura ed autonoma. Tali strategie dovranno prevedere strumenti d’indagine costruiti ad hoc e dovranno indagare le seguenti aree:

·        Analisi del rapporto di fiducia con la scuola

·        Senso di appartenenza al mondo scolastico, familiare,gruppale

·        Atteggiamento autoriferito dei docenti

·        Conoscenza del sé

·        Conflitto con il mondo degli adulti.