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Introduzione
Il presente lavoro nasce
da una ricerca commissionata dall’Ordine
degli Psicologi avvalendosi della consulenza del Prof. Sergio Salvatore,
docente all’Università degli Studi di Lecce. Lo scopo era quello di
individuare un nuovo approccio di intervento per lo psicologo scolastico
rispetto a problematiche legate al mondo della scuola e, in particolare,
rispetto alla gestione e miglioramento del servizio. La ricerca ha
coinvolto una serie di scuole dislocate in tutto il
territorio umbro che si differenziavano sia
per tipologie che problematiche riferite.
Nel caso della scuola media inferiore
di Bastia l’iniziale
richiesta di intervento riguardava un approfondimento verso l’efficacia
del loro processo di orientamento, utilizzato fino ad allora,
perché si avvertiva una sotto-utilizzazione dello stesso da parte,
soprattutto, delle famiglie. Si è cercato di formulare una ipotesi di
partenza che avesse come obiettivo quello di capire come mai si verificava
questo fenomeno e, in senso più ampio, avere una percezione
dell’efficacia del modello orientativo utilizzato.
OBIETTIVO SPECIFICO DELL’INTERVENTO
Facendo una rilettura
della richiesta iniziale siamo arrivati alla formulazione di una compatta
richiesta.
Ipotesi di partenza: superare la logica vocazionale attitudinale degli interventi di orientamento, a favore
di un orientamento che abbia come obiettivo lo
sviluppo, nel ragazzo, di
competenze che lo aiutino ad orientarsi nei contesti scolastici a favore
di una pregnante autonomia.
Secondo questa ipotesi il
successo di inserimento dipende non dalle disposizioni-attitudini
personali dell’allievo ma dalla sua competenza culturale ossia dalla sua
reale capacità di fare la “scelta giusta” conoscendo il territorio di
riferimento e avendo cognizione dei suoi “talenti”.
Vengono proposte quattro linee di sviluppo per costituire un gruppo che
presidi le politiche di orientamento della scuola di Bastia.
A questo gruppo partecipano oltre al dirigente scolastico una serie di
docenti con specifici ruoli.
Si stabilisce una :
-
verifica dell’efficacia del
modello di orientamento utilizzato fino a quel momento;
-
analisi dei fattori di
successo e insuccesso al fine di individuare
dei criteri utili per integrare l’approccio attitudinale ossia
individuare dei criteri che ci consentano di capire se il talento è reale
o derivante da fattori culturali di riferimento;
-
sviluppo di una
collaborazione con le scuole superiori al fine di aumentare il potere
contrattuale della scuola media nelle politiche di continuità;
-
sviluppo di un’esperienza
pilota di analisi e sviluppo delle competenze di orientamento in una o più
classi pilota.
Queste quattro linee di sviluppo sono state portate avanti
quasi tutte, talune in modo più pregnante, altre semplicemente rimandate,
questo perché man mano si sentiva il bisogno di approfondire aspetti
maggiormente legati alla nostra ipotesi di partenza la cui evoluzione
segue una logica sequenziale.
MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO
La richiesta
dell’intervento è partita da un forte investimento fatto dalla scuola
sullo sviluppo delle sue politiche di orientamento. Si tratta di un
importante punto di forza che viene da noi accolto e utilizzato in
positivo attraverso la individuazione di nuove strategie di intervento tali da
affinare e rendere il più
possibile efficace l’intero processo di orientamento.
Dopo una serie di incontri sono
state individuate sia modalità precise che strumenti di intervento nonché
la precisa popolazione da coinvolgere nel progetto.
Sono stato scelti gli alunni
delle terze classi inferiori a cui era già stato consegnato il consiglio
orientativo. A questi sono stati affiancati ex alunni passati in quel
momento al primo anno delle
scuole superiori. Ciò per capire se il consiglio di orientamento già
rilasciato, sarebbe stato in grado di supportare la scelta e la
soddisfazione dell’alunno rispetto alla nuova scuola superiore
attraverso la diretta testimonianza di coloro che già erano stati
“orientati” e si trovavano a frequentare la scuola indicata loro
precedentemente.
MODALITA’ DI INTERVENTO E STRUMENTI
Si è proceduto all’analisi degli strumenti
solitamente utilizzati dai docenti nel loro processo di orientamento
questo per pura conoscenza e non per intenti di natura valutativa. Poiché
si vuole superare la logica vocazionale attitudinale, si è pensato
di introdurre strumenti in grado di misurare non tanto l’aspetto
cognitivo intellettivo quanto l’immagine che hanno gli allievi del
processo orientativo e in senso lato il loro rapporto con la scuola.
Sono stati poi valutati una serie di strumenti adatti allo scopo.
La scelta è caduta su un
questionario tratto dalla batteria che misura i Fattori di successo del
sistema scolastico fornito dal dott. S. Salvatore. Il questionario in
riferimento aveva lo scopo di valutare i modelli culturali degli allievi
rispetto alla loro immagine della scuola. Si tratta del
Questionario studenti delle
scuole medie inferiori.
Si è inoltre pensato di costruire un questionario che quantificasse
l’utilità del processo di orientamento, sempre dal punto di vista degli
studenti.Si tratta del Questionario sull’utilità del processo di orientamento.
Nello specifico:
- Questionario studenti delle scuole medie inferiori
Il questionario è stato somministrato a tutti gli allievi delle
terze classi inferiori dopo che questi avevano ricevuto il consiglio di
orientamento ed effettuato una pre-iscrizione alla scuola
media superiore consigliata.
–Questionario sull’utilità del processo di orientamento (cartaceo).
(Q. C.)
Il questionario è stato
somministrato in concomitanza con
il Questionario studenti
delle scuole inferiori rispettando le stesse modalità di
somministrazione.
-Questionario
sull’utilità del processo di orientamento (telefonico). (Q. T.
Il questionario è stato
somministrato per via telefonica da alcuni docenti che hanno aderito al
progetto. La somministrazione riguardava ex alunni che gia frequentavano
la prima classe della scuola superiore.
.Gli ultimi due
questionari hanno un’identica struttura, differiscono per modalità di
somministrazione.
RISULTATI QUESTIONARIO STUDENTI SCUOLE MEDIE INFERIORI
(livello nazionale ed umbro)
Dall’analisi dei
questionari sono emersi quattro modelli culturali precisi.
- Affiliati
fiduciosi
Sono
coloro che considerano lo studio come molto importante. La scuola è vista
come molto utile non tanto dal punto di vista funzionale quanto come un
presupposto legato alla fiducia riposta
nel mondo degli adulti.
Si
tratta di ragazzi che si identificano totalmente con gli adulti e
manifestano una completa adesione alle regole sociali.
La
componente affettiva rappresenta un vettore motivazionale capace di
rendere piacevole la conoscenza e l’apprendimento. Non si tratta di
affiliatività passiva ma di un’esperienza positiva che va ricercata
nella famiglia vista come una famiglia autorevole in grado di contenere e
rassicurare.
La
scuola, d’altro canto non è vista come una grande famiglia ma come
una importante istituzione positiva.
Rappresentano il 48,15%, in Umbria il 45,8%
- Dipendenti
idealizzanti
Si tratta di soggetti che considerano tutto
come bello e buono ma la considerazione è assolutamente acritica e di
maniera.
Sono i cosiddetti affiliati passivi che si
adattato ad un contesto, rappresentato dal rapporto con i docenti,
vissuto come assolutamente prescrittivi dove ci sono solo due
possibilità: adeguarsi o trasgredire e questo gruppo sceglie la prima
strada.
Rappresentano
il 32,8%, in Umbria il 34,5%
- I
trasgressivi
Sono coloro che hanno un rigetto assoluto per
tutto ciò che rappresenta la scuola: studio, conoscenza, docenti. Con la
trasgressione, non rispettando le regole, si identificano con un modello
di “sopravvivenza” di forza che contrasta una visione fatalista del
contesto in cui vivono, “tanto non cambia niente”.
Per
questi soggetti la scuola è un luogo da abbandonare.
Rappresentano il 15%, in Umbria il 19%
- I
depressi
Anche
questo gruppo considera la scuola come un luogo da abbandonare. I docenti
sono visti come maghi, sacerdoti o controllori. A differenza dei
trasgressivi i depressi non assumono atteggiamenti di tipo reattivo ma di
totale disinvestimento affettivo. Sembra quasi che questi soggetti
riportino nel rapporto con la scuola un fallimento nel loro contesto
familiare. Da qui l’esigenza di un luogo alternativo di identificazione
e di identità, che sembrerebbe al momento non trovato, ma comunque
desiderato(identificazione con la moda o con i gruppi politici).
Rappresentano il 4,1%, in Umbria lo 0,7%
RISULTATI DEL QUESTIONARIO SULL’ORIENTAMENTO
(Cartaceo e telefonico)
L’elaborazione è avvenuta tenendo presenti i risultati di entrambi i
questionari
distinti soltanto in funzione dell’adesione o meno al consiglio orientativo.
Consiglio
orientativo seguito
Seguono i risultati in dettaglio di coloro che
hanno aderito al consiglio dato dalla scuola media C.
Antonietti rilevati sia nel questionario di orientamento che riguarda le
terze classi della scuola media inferiore (questionario
cartaceo), sia quelli che riguardano gli allievi contattati
telefonicamente (questionario
telefonico) che già
frequentano la prima classe delle scuole superiori.
Campione:
N= 56 totale
questionario telefonico
N= 146 totale questionario cartaceo
Il 77% del
campione segue
il consiglio orientativo
Il
23% del campione non segue il consiglio orientativo
Domanda
n. 1: Ho scelto di seguire il consiglio ricevuto perché
corrisponde alle mie INCLINAZIONI
Domanda
n.2: Ho scelto di seguire il suggerimento seguito perché avevo un buon
profitto scolastico e quindi posso scegliere anche un corso
impegnativo.
Domanda n. 3 :Ho scelto di
seguire il suggerimento ricevuto perché i miei sono stati
d’accordo con la mia scelta.

Domanda n. 4: Ho scelto di seguire il suggerimento
ricevuto perché non avevo le idee chiare e il consiglio
orientativo mi ha convinto.
Consiglio orientativo non seguito
Vengono riportati i
risultati di coloro che non hanno seguito il consiglio orientativo
Domanda n. 1: Ho scelto di non
seguire il suggerimento ricevuto perché i miei non sono d’accordo
con la scuola che mi è stata indicata.
Domanda n. 2: Ho scelto di non
seguire il suggerimento ricevuto perché preferisco andare dove vanno i
miei amici.
Domanda n. 3 : Ho scelto di non
seguire il suggerimento ricevuto perché ho dovuto scegliere il corso di
studi più congruente con l’attività lavorativa svolta dai miei
genitori.

Domanda n. 4: Ho scelto di non seguire il suggerimento
ricevuto perché c’erano problemi legati al raggiungimento della scuola
indicata.
Domanda
n. 5: Ho scelto di non seguire il suggerimento ricevuto perché sarebbe
stato troppo difficile per me seguire il corso di studi indicato
nell’orientamento.
Domanda n.6: Ho scelto di non
seguire il suggerimento ricevuto perché il corso di studi indicato era
inferiore rispetto alle mie capacità.
Domanda n. 7 Ho scelto di non
seguire l suggerimento ricevuto perché non avevo le idee chiare e ho
scelto una scuola diversa senza un particolare motivo.

ANALISI FATTORIALE QUESTIONARIO UTILITÀ CONSIGLIO ORIENTATIVO.
E’ stata condotta
un’ulteriore analisi statistica per meglio definire il significato dei
dati grezzi derivanti dal questionario B, poiché la semplice informazione
di tipo percentuale risulta essere molto generica. Abbiamo optato per
l’analisi fattoriale perché questo tipo di analisi ci consente di
arrivare a delineare precise tipologie di modelli culturali degli allievi
che si rapportano con il consiglio orientativo e di capire l’uso che ne
fanno.
Sono state mantenute le distinzioni fatte precedentemente ossia tra coloro
che hanno aderito al consiglio
orientativo e coloro che lo hanno rifiutato.
ADESIONE AL CONSIGLIO
Il campione ha fornito due profili qui di
seguito esposti.
ALLIEVI CONSAPEVOLI
Sono coloro che hanno una buona capacità critica circa la scelta da
intraprendere per attuare un buon progetto di vita. La loro decisione è
matura e centrata sul proprio sé. L’accettazione del consiglio
orientativo deve essere vista come una grande consapevolezza del proprio
profitto e delle inclinazioni, seguire la scuola indicata vuol dire
attuare un percorso formativo pianificato.
ALLIEVI
DELEGANTI
Sono
coloro che, al contrario degli allievi consapevoli, non hanno alcuna
consapevolezza del proprio talento e delle inclinazioni. Delegano le
loro scelte future agli adulti. Accettare il consiglio diventa
funzionale perché rappresenta una continuità del proprio sé percepito
non dall’idea che ha l’allievo di sé stesso ma da quella che hanno
gli adulti, in particolare i professori. (Falsa idea di sé).
Dato
che si tratta di adolescenti, bisogna prendere in considerazione il periodo
critico che stanno attraversando poiché in questa fase il desiderio
di staccarsi dalla “autorità”, rappresentata dal mondo adulto, è
molto forte ed è molto forte anche il
rifiuto di quelle che sono le idee dei genitori (aspettative).
Lo scopo è quello di costruire una identità propria in cui desideri e
bisogni possono essere espressi liberamente. Il problema si presenta quando la struttura dell’adolescente, ancora in formazione,
non è in grado di supportare critiche e il
consiglio orientativo accettato rappresenta un buon escamotage per
aggirare il conflitto e al contempo mantenere un’idea di indipendenza.
Quindi se da un lato la tendenza del ragazzo
è quella di considerarsi come “bravo” competente e pieno di
talenti ma dall’altro lato
l’accettazione del consiglio non dipende da questo ma dal bisogno di far
parte di un mondo che lo accetta. E’
il mondo adulto che decide per lui e
il consiglio fa da
tramite.
Piuttosto che farsi dire dai genitori cosa deve fare preferisce
seguire il consiglio dato dai professori

RIFIUTO DEL CONSIGLIO
ALLIEVO
PIANIFICATO
Il
rifiuto si seguire il consiglio orientativo non dipende dalle inclinazioni
del ragazzo ma dal bisogni di
piegarsi a ragioni di pianificazione familiare.
La collocazione del ragazzo, nel piano di sviluppo familiare, è stata
decisa senza tener conto del profitto e delle sue inclinazioni. Il
consiglio orientativo viene rifiutato perché il tipo di scuola indicata
non rientra in questo piano di sviluppo familiare.
ALLIEVO AFFILIATO
E’
colui che si colloca in una struttura familiare che non ha nessun piano di
sviluppo preciso ma che
presenta abitudini e direttive rigide. Ogni singolo cambiamento, che può
turbare questo modo di vivere, viene nettamente rifiutato. Così, ogni
tipo di scuola indicata che può portare problemi di qualsiasi tip, viene
rifiutata. Il ragazzo rifiuta il consiglio perché vuole mantenere lo
status quo rimanendo ancorato all’idea di appartenenza alla famiglia.
Questa idea è molto importante per lui perché appare sostitutiva di un
rapporto di fiducia con la scuola non mantenuto, o mai nato.
ALLIEVO REATTIVO
E’
colui che rifiuta il consiglio perché è venuto meno in rapporto di
fiducia con la scuola, non ha
alcun rapporto significativo con la famiglia e la sua identificazione è
rivolta al mondo dei pari. Il rifiuto non ha alcun significato perché
qualsiasi scuola indicata sarebbe stata rifiutata. L’unica scuola presa
in esame potrebbe essere quella intrapresa dell’amico. In questo caso
manca assoluta consapevolezza di talento o profitto o qualsiasi desiderio
riguardante la sua vita.
LINEE DI SVILUPPO
Abbiamo ipotizzato delle
strategie di intervento che abbiano come obiettivo la massima
consapevolezza dell’allievo (riguardo alle proprie inclinazioni,
aspirazioni, capacità e talenti, intelligentemente coniugate con le
offerte formative esistenti), per favorirne, appunto, una scelta matura ed
autonoma. Tali strategie dovranno prevedere strumenti d’indagine
costruiti ad hoc e dovranno indagare le seguenti aree:
·
Analisi del rapporto
di fiducia con la scuola
·
Senso di appartenenza
al mondo scolastico, familiare,gruppale
·
Atteggiamento
autoriferito dei docenti
·
Conoscenza del sé
·
Conflitto con il
mondo degli adulti.
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