“Un libro-game solo per te”
I ragazzi della classe 3°G presentano i loro lavori a
“Umbria Libri 2001”

Il 30 novembre 2001, nell’ambito della settima  edizione d’Umbria Libri, presso la Sala Incontri della Rocca Paolina, la classe 3°G è stata invitata dall’IRRE Umbria a presentare i suoi cinque libri-game frutto del lavoro di scrittura creativa dell’a.s. precedente.
 ragazzi hanno saputo relazionare in modo quasi professionale di fronte ad un  pubblico di coetanei, docenti ed alla Dott.ssa Boccanera.
Ogni gruppo di lavoro ha presentato il suo libro evidenziando il percorso operativo svolto e le difficoltà incontrate nello scrivere un racconto così insolito.

Gli autori di “Per un quaderno di matematica” hanno spiegato così com’è nata l’idea di scrivere dei libri-game: 

 Questo lavoro ha avuto inizio a scuola, in un pomeriggio invernale, quando la Prof.ssa d’Italiano ci ha fatto leggere un racconto-game che parlava di Dracula.Ci siamo così appassionati a questo genere ,che abbiamo deciso di provare da soli a scrivere un libro-game....
 
In un primo momento ci siamo trovati veramente in difficoltà, ma poi, parlando fra noi, con la Prof. e scrivendo, cancellando e riscrivendo…, siamo riusciti a creare questo libro-game.
Ci siamo divertiti molto, perché  ci sembrava di fare tutto tranne che scrivere un”tema” o fare
lezione !!!!
Noi, a differenza degli altri gruppi, abbiamo voluto inserire all’interno di questo libro diversi generi letterari in modo che ci fosse un pezzettino di ognuno di noi in un unico racconto.”

Gli autori di “The Wallet” invece hanno parlato del “libro-game”:

vogliamo  soffermarci sulla magia di un libro-game.

Cos’è un LIBRO-GAME?
Naturalmente è  un libro diverso dai soliti: ha un primo capitolo comune per tutti i lettori, ma  alla fine di esso non c’è più il tradizionale secondo capitolo, da seguire comodamente seduti in poltrona, magari dormicchiando!
E’ infatti proprio al lettore che tocca il compito di viaggiare, correre, precipitarsi, tornare indietro lungo le varie piste proposte dal libro, in modo da costruire la propria storia.
Le parti così si “capovolgono” perché il lettore diventa il protagonista di un viaggio fantastico e sarà colpa sua se ci sarà un finale drammatico o, al contrario, merito suo se ci sarà un lieto fine.
Un Libro-Game, quindi non è altro che una specie di “caccia al tesoro” che avvince per la possibilità di poter fare delle scelte decisive e di poterne verificare le conseguenze.”

Gli autori di “Le Streghe” parlano così della loro esperienza:

Abbiamo trovato una sola difficoltà durante la sua stesura, vale a dire quella di amalgamare le idee di tutti, ma alla fine, quando abbiamo avuto il libro fra le mani, ci siamo accorti che in un libro-game possono vivere mille storie in una.
l lettore come un viandante viene, infatti, risucchiato in un’avventura senza tempo, magica e macabra, dai più imprevedibili sviluppi.
Fanciulle bionde, orrende streghe, mani scheletriche, dolci melodie scivolano fuori delle pagine di carta.
E, nel labirinto tenebroso del bosco, ogni decisione che viene presa rende possibile percorrere decine di trame diverse”

Le autrici di "The Bestial" presentano il loro lavoro con queste parole:

 “Inizialmente abbiamo affrontato questo progetto come un gioco e, solo quando ci siamo lasciate veramente coinvolgere dal mondo irreale che stavamo creando, abbiamo capito che c’era bisogno di un impegno diverso: dovevamo mescolare i nostri  modi di scrivere per fare nascere un unico libro.
Come ogni gruppo, anche noi abbiamo avuto dei momenti di crisi: ci sono stati dei problemi tecnici con il computer, i foglietti-sequenze, numerati, continuavano a sparire  e la mappa del libro sembrava un puzzle irrisolvibile.
Nonostante tutto però ci siamo divertite molto ,siamo rimaste soddisfatte e, in un certo qual modo, sorprese del successo che ha avuto questo libro fra i nostri coetanei.
Mentre la prof. leggeva e scuoteva disperata la testa, infatti, i nostri amici si sbellicavano dalle risate e si strappavano il libro dalle mani!!!
E’ stata una sensazione bellissima perché era come se fossimo diventate delle vere scrittrici con un pubblico che ci apprezzava!”

Gli autori di “The Legend of Resident Evil”, infine, parlano con stupore di quanto sono riusciti a scrivere:

La cosa sorprendente per noi, durante quest’attività, è stata il vederci scrivere pagine e pagine senza brontolare o stancarci mai,  con la netta sensazione di essere sempre  immersi in un gioco della Playstation.
Creare il nostro libro è stato un lavoro molto complesso a livello organizzativo perché abbiamo ideato una struttura simile a quella di un diagramma di flusso con, alla fine d’ogni livello, la possibilità di fare delle scelte di percorsi alternativi (di solito si è sempre trattato di bivi).
Ci siamo però  così appassionati alla storia che, solo alla fine del lavoro, ci siamo accorti di aver creato ben 38 livelli con 13 finali diversi !!!!!
Un vero è proprio labirinto dove, è giusto ammetterlo, ci siamo persi molte volte anche noi ed abbiamo faticato a capire dove fossero finiti i protagonisti…….”