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Analisi dei risultati
PREMESSA
Schede
consegnate 520
Schede
restituite 370
L’autonomia scolastica si inserisce nel quadro più ampio delle
autonomie promosso dalla L. 59/97 (Bassanini) e concretizzatasi
con la legge di riforma del Titolo V della Costituzione, con
l’introduzione di principi quali la sussidiarietà nell’azione
legislativa da parte degli Enti Locali, nonché l’esclusività in
alcune materie, riservata allo Stato o all’Ente locale medesimo.
Il Dlgs 112/98,
con l’attribuzione alle autonomie locali di nuovi compiti in
materia d’istruzione e formazione e il DPR 275/99 (Regolamento
dell’autonomia scolastica), con l’attribuzione della personalità
giuridica alle istituzioni scolastiche, portano ad un mutamento
generale dell’organizzazione scolastica e dei suoi rapporti con
il territorio.
Da una
organizzazione burocratico-verticistica si passa ad una
organizzazione orizzontale con relazioni sul territorio tra i
diversi soggetti per progettare e realizzare finalità ed
obiettivi comuni, in un quadro generale di riferimento
costituito dalle norme nazionali.
Il passaggio
dalla “verticalità” alla “orizzontalità” delle relazioni
modifica il ruolo e la funzione della scuola con l’attribuzione
di compiti diversi agli organi collegiali.
Ø
Il Consiglio d’istituto diventa l’organismo
politico di indirizzo;
Ø
Il Collegio dei docenti l’organismo tecnico cui
compete la definizione dei percorsi didattico-formativi
attraverso il POF, costruito tenendo conto delle esigenze del
territorio e delle famiglie (art. 3 DPR 275/99)
Ø
Il DS ha compiti di gestione, di indirizzo
politico e di indirizzo ditattico-pedagogico.
L’art. 1 del DPR
275/99 definisce l’autonomia scolastica come autonomia
funzionale. Essa esplicita i compiti ed il ruolo della scuola
nel contesto sociale, armonizzandoli con quelli che le sono
propri: istruzione, formazione e innalzamento del livello
culturale della comunità, in concorso con altri soggetti
formativi e con le altre istituzioni, attraverso accordi di
rete, di programma e di collaborazione.
La
sperimentazione, la ricerca, l’organizzazione flessibile sono i
punti cardini del curricolo, inteso come azioni conseguenti e
congruenti al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità.
Tutto ciò
modifica anche il rapporto della scuola con gli alunni e con i
genitori in termini di rendicontabilità dei processi e dei
risultati; l’autonomia introduce principi quali trasparenza,
responsabilità e sussidiarietà; mettendo fortemente l’accento
sulla corresponsabilità della famiglia e di tutti i soggetti
che, a vario titolo, interagiscono con i ragazzi nell’azione
educativa.
Un sistema nuovo
modifica il rapporto centro-periferia per far posto alla
responsabilità e corresponsabilità dei processi e dei risultati.
Responsabilità e
rendicontazione spingono alla modifica dell’organizzazione
scolastica.
Una struttura
complessa che deve essere costantemente monitorata e valutata.
Il nuovo
scenario prevede il passaggio da un sistema di controllo,
limitato ora alla gestione amministrativo-contabile, ad un
sistema di valutazione/autovalutazione dell’organizzazione e dei
processi. E’ un passaggio difficile e ancora non compiuto per la
coesistenza di visioni diverse che caratterizzano l’azione della
scuola , dei genitori e del territorio.
Sostituire il
sistema di valutazione/autovalutazione a quello di controllo
implica un mutamento radicale del ruolo e delle funzioni della
scuola e dei genitori.
Valutare vuol
dire mettere in movimento capacità di governo delle situazioni e
dell’organizzazione. La valutazione/autovalutazione assume una
posizione strategica di monitoraggio per un miglioramento
continuo del sistema e dei processi attivati, al fine di
raggiungere obiettivi e finalità definiti e condivisi dalla
scuola, dai genitori e dall’extrascuola.
L’autoanalisi d’istituto, nel sistema di valutazione, è una
ispezione sistemica da parte della scuola come primo passo di un
processo di miglioramento degli interventi educativi che vedono
i genitori come primi responsabili.
In questa
prospettiva gli elementi caratterizzanti dell’autovalutazione
possono essere definiti:
Ø
Sul piano metodologico, il passaggio da una
riflessione interna, formalizzata, bagaglio culturale dei
docenti, ad un processo sistematico di valutazione;
Ø
La scuola come oggetto di valutazione nel suo
insieme in quanto erogatrice del servizio, quindi come insieme
di elementi educativi ed organizzativi;
Ø
Sul piano strategico l’autovalutazione deve
assolvere alla funzione di implementazione di cambiamenti, con
il passaggio dall’analisi alla diagnosi, con le congruenti
scelte di miglioramento.
Valutare/autovalutare
diventa un’assegnazione di valore ad ogni risorsa che entra in
gioco nel sistema analizzato. Quando la scuola e i genitori
assumono una corresponsabilità condivisa e diffusa dei processi
e dei risultati, attraverso azioni consapevoli, intenzionali ed
autoriflessivi, si creano le condizioni favorevoli alla
distribuzione di compiti e di funzioni.
Il
cambiamento/miglioramento in una logica di progetto, diventa una
strategia per la qualità del servizio. In questo contesto il
ruolo del dirigente scolastico è quello di favorire il processo
di autovalutazione, ma spetta ai genitori decidere di entrare
in un sistema di assunzione di responsabilità organizzativa.
L’autovalutazione si realizza sulla base delle decisioni dei
docenti e dei genitori di intraprendere un cammino di
riflessione e di controllo del sistema.
L’IMPOSTAZIONE DEL QUESTIONARIO
Nello scenario di una nuova cultura della
valutazione/autovalutazione si inserisce la considerazione che
tale processo sia utile ad individuare i punti di criticità,
come oggetto di azioni di miglioramento, e i punti di forza,
come oggetto di azioni di conferma e di ottimizzazione.
In una
organizzazione complessa, come la scuola dell’autonomia, diversi
sono i punti da sottoporre al sistema di
valutazione/autovalutazione. Occorre allora procedere per
segmenti, individuando delle priorità, e procedere per gradi
nell’azione di miglioramento, tenendo ben presenti alcuni
criteri:
Ø
Partecipazione al progetto di miglioramento;
Ø
L’autovalutazione non è un giudizio ma deve
tendere ad individuare percorsi efficaci;
Ø
Trasparenza del processo;
Ø
Procedere per piccoli passi ma all’interno di un
progetto generale che è il P.O.F., senza perdere di vista le
finalità proprie della scuola;
Ø
Affinare sempre più lo strumento di rilevazione in
rapporto all’oggetto dell’autovalutazione.
FINALITA’
Ø
Rendere esplicite le percezioni dei genitori
rispetto alle modalità di insegnamento, ai comportamenti di
ruolo, alla partecipazione, alla collaborazione;
Ø
Raccogliere dati sulla realtà scolastica vista dai
genitori;
Ø
Di individuare il clima di relazione interno alla
scuola;
Ø
Di analizzare l’organizzazione del servizio;
Ø
Di Verificare la condivisione delle scelte;
Ø
Di verificare la valorizzazione delle risorse.
L’autovalutazione intende mettere a disposizione del Collegio
dei docenti e dei genitori informazioni significative sulla vita
della scuola in un’ottica di miglioramento della qualità,
individuando le priorità su cui intervenire.
DESTINATARI
I genitori
LA STRUTTURA
Il questionario
è strutturato in domande a risposta multipla.
CARATTERISTICHE
Ø
Anonimo
Ø
Chiaro
Ø
Facile lettura e risposta
Ø
Contenuto nelle domande e nel tempo necessario
alla compilazione
PROCEDURA
Il questionario
è distribuito a tutti i genitori che lo restituiranno
depositandolo in un contenitore appositamente predisposto.
LIVELLI DI
ANALISI
Il livello di
analisi utilizzerà la modalità di lettura in orizzontale delle
singole domande in cui sono prese in considerazione le
distribuzioni in percentuale delle risposte.
RESTITUZIONE DEI
DATI
I dati sono
restituiti in forma di grafici con una breve introduzione ed
analisi per permettere ai genitori di formulare le prime
indicazioni di proposte operative per le azioni di
miglioramento.
ANALISI DEI DATI
La partecipazione dei genitori alla vita
scolastica evidenzia momenti ed interessi diversificati.
Poco oltre il 60% dichiara di partecipare
alle assemblee o alle riunioni dei genitori. E’ un dato
certamente positivo che però va scomposto tenendo conto dei
diversi momenti . C’è, comunque, una percentuale che si aggira
attorno al 30% che dichiara di non partecipare. Sarebbe utile
analizzarne le motivazioni.

Una prima interpretazione dei dati viene
dai risultati sui colloqui con gli insegnati. Oltre il 90%
ritiene positivo il rapporto con i docenti:
E’ il frutto di un interesse specifico, l’andamento scolastico
del figlio,e genera una forte motivazione alla partecipazione.

Il punto, infatti, di maggiore criticità
che secondo il 30, 69% dei genitori rende i colloqui
difficili/difficoltosi, è l’eccessivo affollamento e il poco
tempo a disposizione.
Altro punto di criticità è la coincidenza
con gli impegni dei genitori.


Le percentuali della partecipazione alla
vita scolastica vengono sostanzialmente confermate nel momento
delle elezioni . Il dato positivo può trovare riscontro
nell’individuazione dei genitori da eleggere, i genitori sono
presenti in tutti gli organi collegiali, ma presenta qualche
inconcruenza se riferito alla reale partecipazione alle
operazioni di voto.

Che il rapporto con la scuola sia di tipo
individualistico emerge con chiarezza dai dati sugli interventi
ad iniziative di formazione. Il dato negativo supera nettamente
quello positivo (56,48%) (28,41%). Così come dall’altro elemento
circa il rapporto tra genitori e rappresentanti, 70,80% negativo
e solo 24,05% positivo.


Questo quadro rappresenta anche il grado di
relazione di comunicazione con la scuola. Se il 92,43% ritiene
di essere informato sulla vita della scuola solo il 19,79%
attraverso i rappresentanti dei consigli di classe, il 40% dai
colloqui individuali, il 12% dalla partecipazione alle riunioni
e la stragrande maggioranza dai propri figli o da avvisi della
scuola.
Fortemente carenti sono i sistemi
alternativi: collegamento al sito o la lettura del POF.


I canali tradizionali sono quelli
privilegiati ma che non implicano la partecipazione attiva alla
vita della scuola. E’ espressa l’esigenza di miglioramento dei
rapporti.

I rapporti con la scuola si inseriscono su
due livelli, nel primo i servizi, le attrezzature e la struttura
e nel secondo i rapporti interpersonali tra i diversi soggetti.
Sui trasporti come sui laboratori, la
valutazione è fortemente positiva così come sui servizi di
segreteria.






Sui laboratori scientifici ci sono più
elementi di criticità perché andrebbero potenziati per
migliorare un approccio laboratoriale alle discipline
interessate. Strutture che andrebbero comunque migliorate
insieme al caseggiato nel suo complesso.
Il piano delle relazioni va a sua volta
diviso in quello tra alunni e tra alunni e docenti.
In entrambi i casi è significativa la
percentuale di positività.



Ciò indica un clima sereno e propositivo,
che si coglie anche nella valutazione delle attività
integrative.





C’è un elemento che deve portare ad una
riflessione: la capacità di motivare gli alunni a fronte di un
70,13% c’è un 35,28% che ritiene non soddisfacente la
motivazione da parte dei docenti, probabilmente legato all’uso
delle nuove tecnologie e dei libri di testo, come strumenti
didattici.
Le due percentuali sono molto vicine e
trovano riferimento nei punti di miglioramento sul potenziamento
dei laboratori.

Le tematiche relative all’integrazione
degli alunni stranieri data la percentuale non positiva (25,66%)
e degli alunni con particolari bisogni (19,18%) meritano, pur a
fronte di 65,23% e 67,02% di positività, la ricerca di tutti gli
strumenti e delle professionalità, anche esterne alla scuola,
per un’azione di miglioramento.


Nell’insieme c’è un alto grado di
soddisfacimento della scuola nelle sue diverse articolazioni.


Punti di maggiore criticità
§
Rapporti tra genitori
§
Partecipazione dei genitori alla vita della scuola
§
Rapporti con le famiglie
§
Laboratori
§
Inserimento alunni stranieri e con difficoltà
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