Autoanalisi d'Istituto

 

 

QUESTIONARIO PER LE FAMIGLIE

Analisi dei risultati

 

 

 

 

 

 

Questionario per le famiglie

 

 

Lettera di accompagnamento

 

Gentile famiglia ,

il nostro Istituto ha promosso un’indagine al fine di conoscere il parere delle famiglie degli alunni sulla vita e sull'organizzazione della nostra scuola, in modo da raccogliere informazioni che consentano una valutazione più precisa e articolata del suo

funzionamento.

Vi invitiamo quindi a rispondere con la massima sincerità ed a restituire il questionario in busta chiusa senza scrivere il vostro nome. Dal canto nostro Vi garantiamo l'assoluto anonimato in merito alle informazioni che saranno raccolte.

Come compilare il questionario

Rispondere alle domande è facile: è sufficiente scegliere tra le risposte quella che più si avvicina al Vostro parere e barrare la relativa casellina.

E' importante rispondere a ogni domanda, senza tralasciare nulla.

Il successo del questionario

Un buon risultato della ricerca dipende dalla Vostra collaborazione, dalla correttezza delle risposte, dal rispetto delle istruzioni.

Da parte nostra terremo in massima considerazione i risultati dell’indagine e provvederemo ad informarvi sui risultati finali.

 

Questionario

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Analisi dei risultati

 

PREMESSA

 

Schede consegnate 520

Schede restituite 370

 

 

 L’autonomia scolastica si inserisce nel quadro più ampio delle autonomie promosso dalla L. 59/97 (Bassanini) e concretizzatasi con la legge di riforma del Titolo V della Costituzione, con l’introduzione di principi quali la sussidiarietà nell’azione legislativa da parte degli Enti Locali, nonché l’esclusività in alcune materie, riservata allo Stato o all’Ente locale medesimo.

Il Dlgs 112/98, con  l’attribuzione alle autonomie locali  di nuovi compiti in materia d’istruzione e formazione e il DPR 275/99 (Regolamento dell’autonomia scolastica), con l’attribuzione della personalità giuridica alle istituzioni scolastiche, portano ad un mutamento generale dell’organizzazione scolastica e dei suoi rapporti con il territorio.

Da una organizzazione burocratico-verticistica si passa ad una organizzazione orizzontale con relazioni sul territorio tra i diversi soggetti per progettare e realizzare finalità ed obiettivi comuni, in un quadro generale di riferimento costituito dalle norme nazionali.

Il passaggio dalla “verticalità” alla “orizzontalità” delle relazioni modifica il ruolo e la funzione della scuola con l’attribuzione di compiti diversi agli organi collegiali.

Ø       Il Consiglio  d’istituto diventa l’organismo politico di indirizzo;

Ø       Il Collegio dei docenti l’organismo tecnico cui compete la definizione dei percorsi didattico-formativi attraverso il POF, costruito tenendo conto delle esigenze del territorio e delle famiglie (art. 3 DPR 275/99)

Ø       Il DS ha compiti di gestione, di indirizzo politico e di indirizzo ditattico-pedagogico.

 

L’art. 1 del DPR 275/99 definisce l’autonomia scolastica come autonomia funzionale. Essa esplicita i compiti ed il ruolo della scuola nel contesto sociale, armonizzandoli con quelli che le sono propri: istruzione, formazione e innalzamento del livello culturale della comunità, in concorso con altri soggetti formativi e con le altre istituzioni, attraverso accordi di rete, di programma e di collaborazione.

La sperimentazione, la ricerca, l’organizzazione flessibile sono i punti cardini del curricolo, inteso come azioni conseguenti e congruenti al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità.

Tutto ciò modifica anche il rapporto della scuola con gli alunni e con i genitori in termini di rendicontabilità dei processi e dei risultati; l’autonomia introduce principi quali trasparenza,    responsabilità e sussidiarietà; mettendo fortemente l’accento sulla corresponsabilità della famiglia e di tutti i soggetti che, a vario titolo, interagiscono con i ragazzi nell’azione educativa.

Un sistema nuovo modifica il rapporto centro-periferia  per far posto  alla responsabilità e corresponsabilità dei processi e dei risultati.

Responsabilità e rendicontazione  spingono alla modifica dell’organizzazione scolastica.

Una struttura complessa che deve essere costantemente monitorata e valutata.

Il nuovo scenario prevede il passaggio da un sistema di controllo, limitato ora alla gestione amministrativo-contabile, ad un sistema di valutazione/autovalutazione dell’organizzazione e dei processi. E’ un passaggio difficile e ancora non compiuto per la coesistenza di visioni diverse che caratterizzano l’azione della scuola , dei genitori e del territorio.

Sostituire il sistema di valutazione/autovalutazione a quello di controllo implica un mutamento radicale del ruolo e delle funzioni   della scuola e dei genitori.  

Valutare vuol dire mettere in movimento capacità di governo delle situazioni e dell’organizzazione. La valutazione/autovalutazione assume una posizione strategica di monitoraggio per un miglioramento continuo del sistema e dei processi attivati, al fine di raggiungere obiettivi e finalità definiti e condivisi dalla scuola, dai genitori e dall’extrascuola.

        L’autoanalisi d’istituto, nel sistema di valutazione, è una ispezione sistemica da parte della scuola come primo passo di un processo di miglioramento degli interventi educativi che vedono i genitori come primi responsabili. 

In questa prospettiva gli elementi caratterizzanti dell’autovalutazione possono essere definiti:

Ø       Sul piano metodologico, il passaggio da una riflessione interna, formalizzata, bagaglio culturale dei docenti, ad un processo sistematico di valutazione;

Ø       La scuola come oggetto di valutazione nel suo insieme in quanto erogatrice del servizio, quindi come insieme di elementi educativi ed organizzativi;

Ø       Sul piano strategico l’autovalutazione deve assolvere alla funzione di  implementazione di cambiamenti, con il passaggio dall’analisi alla diagnosi, con le congruenti scelte di miglioramento.

Valutare/autovalutare diventa un’assegnazione di valore ad ogni risorsa che entra in gioco nel sistema analizzato. Quando la scuola e i genitori  assumono una corresponsabilità condivisa e diffusa dei processi e dei risultati, attraverso azioni consapevoli, intenzionali ed autoriflessivi, si creano le condizioni favorevoli alla distribuzione di compiti e di funzioni.

Il cambiamento/miglioramento in una logica di progetto, diventa una strategia per la qualità del servizio. In questo contesto il ruolo del dirigente scolastico è quello di favorire il processo di autovalutazione, ma spetta ai genitori  decidere di entrare in un sistema di assunzione di responsabilità organizzativa.

L’autovalutazione si realizza sulla base delle decisioni dei docenti e dei genitori di intraprendere un cammino di riflessione e di controllo del sistema.

 

 

L’IMPOSTAZIONE DEL QUESTIONARIO

 

Nello scenario di una nuova cultura della valutazione/autovalutazione si inserisce la considerazione che tale processo sia utile ad individuare i punti di criticità, come oggetto di azioni di miglioramento, e i punti di forza, come oggetto di azioni di conferma e di ottimizzazione.

In una organizzazione complessa, come la scuola dell’autonomia, diversi sono i punti da sottoporre al sistema di valutazione/autovalutazione. Occorre allora procedere per segmenti, individuando delle priorità, e procedere per gradi nell’azione di miglioramento, tenendo ben presenti alcuni criteri:

Ø       Partecipazione al progetto di miglioramento;

Ø       L’autovalutazione non è un giudizio ma deve tendere ad individuare percorsi efficaci;

Ø       Trasparenza del processo;

Ø       Procedere per piccoli passi ma all’interno di un progetto generale che è il P.O.F., senza perdere di vista le finalità proprie della scuola;

Ø       Affinare sempre più lo strumento di rilevazione in rapporto all’oggetto dell’autovalutazione.

 

FINALITA’

 

 

Ø       Rendere esplicite le percezioni dei genitori rispetto alle modalità di insegnamento, ai comportamenti di ruolo, alla partecipazione, alla collaborazione;

Ø       Raccogliere dati sulla realtà scolastica vista dai genitori;

Ø       Di individuare il clima di relazione interno alla scuola;

Ø       Di analizzare l’organizzazione del servizio;

Ø       Di Verificare la condivisione delle scelte;

Ø       Di verificare la valorizzazione delle risorse.

 

L’autovalutazione intende mettere a disposizione del Collegio dei docenti e dei genitori informazioni significative sulla vita della scuola in un’ottica di miglioramento della qualità, individuando le priorità su cui intervenire.

 

DESTINATARI

 

I genitori

 

LA STRUTTURA

 

Il questionario è strutturato in domande a risposta multipla.

 

 

CARATTERISTICHE

Ø       Anonimo

Ø       Chiaro

Ø       Facile lettura e risposta

Ø       Contenuto nelle domande e nel tempo necessario alla compilazione

 

PROCEDURA

 

Il questionario è distribuito a tutti i genitori che lo restituiranno depositandolo in un contenitore appositamente predisposto.

 

LIVELLI DI ANALISI

 

Il livello di analisi utilizzerà la modalità di lettura in orizzontale delle singole domande in cui sono prese in considerazione le distribuzioni in percentuale delle risposte.

 

RESTITUZIONE DEI DATI

 

I dati sono restituiti in forma di grafici con una breve introduzione ed analisi per permettere ai genitori  di formulare le prime indicazioni di proposte operative per le azioni di miglioramento.

 

 

ANALISI DEI DATI

 

 

 

La partecipazione dei genitori alla vita scolastica evidenzia momenti ed interessi diversificati.

Poco oltre il 60% dichiara di partecipare alle assemblee o alle riunioni dei genitori. E’ un dato certamente positivo che però va scomposto tenendo conto dei diversi momenti  . C’è, comunque, una percentuale che si aggira attorno al 30% che dichiara di non partecipare. Sarebbe utile analizzarne le motivazioni.

 

 

 

 

 

 

Una prima interpretazione dei dati viene dai risultati sui colloqui con gli insegnati. Oltre il 90%

ritiene positivo il rapporto con i docenti: E’ il frutto di un interesse specifico, l’andamento scolastico del figlio,e genera una forte motivazione alla partecipazione.

 

 

Il punto, infatti, di maggiore criticità che secondo il 30, 69% dei genitori rende i colloqui difficili/difficoltosi, è l’eccessivo affollamento e il poco  tempo a disposizione.

Altro punto di criticità è la coincidenza con gli impegni dei genitori.

 

 

 

 

 

Le percentuali della partecipazione alla vita scolastica vengono sostanzialmente confermate nel momento delle elezioni  . Il dato positivo può trovare riscontro nell’individuazione dei genitori da eleggere, i genitori sono presenti in tutti gli organi collegiali, ma presenta qualche inconcruenza se riferito alla reale partecipazione   alle operazioni di voto.

 

 

 

 

Che il rapporto con la scuola sia di tipo individualistico emerge con chiarezza dai dati sugli interventi ad iniziative di formazione. Il dato negativo supera nettamente quello positivo (56,48%) (28,41%). Così come dall’altro elemento circa il rapporto tra genitori e rappresentanti, 70,80% negativo e solo 24,05% positivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo quadro rappresenta anche il grado di relazione di comunicazione con la scuola. Se il 92,43% ritiene di essere informato sulla vita della scuola solo il 19,79% attraverso i rappresentanti dei consigli di classe, il 40% dai colloqui individuali, il 12% dalla partecipazione alle riunioni e la stragrande maggioranza dai propri figli o da avvisi della scuola.

Fortemente carenti sono i sistemi alternativi: collegamento al sito o la lettura del POF.

 

 

 

 

 

 

 

I canali tradizionali sono quelli privilegiati ma che non implicano la partecipazione attiva alla vita della scuola.   E’ espressa l’esigenza di miglioramento dei rapporti.

 

 

 

I rapporti con la scuola si inseriscono su due livelli, nel primo i servizi, le attrezzature e la struttura e nel secondo i rapporti interpersonali tra i diversi soggetti.

Sui trasporti come sui laboratori, la valutazione è fortemente positiva così come sui servizi di segreteria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sui laboratori scientifici ci sono più elementi di criticità perché andrebbero potenziati per migliorare un approccio laboratoriale alle discipline interessate. Strutture che andrebbero comunque migliorate insieme al caseggiato nel suo complesso.

 

Il piano delle relazioni va a sua volta diviso in quello tra alunni e tra alunni e docenti.

In entrambi i casi è significativa la percentuale di positività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciò indica un clima sereno e propositivo, che si coglie anche nella valutazione   delle attività integrative.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C’è un elemento che deve portare ad una riflessione: la capacità di motivare gli alunni a fronte di un 70,13% c’è un 35,28% che ritiene non soddisfacente la motivazione da parte dei docenti, probabilmente legato all’uso delle nuove tecnologie e dei libri di testo, come strumenti didattici.

 Le due percentuali sono molto vicine e trovano riferimento nei punti di miglioramento sul potenziamento dei laboratori.

 

Le tematiche relative all’integrazione degli alunni stranieri data la percentuale non positiva (25,66%) e degli alunni con particolari bisogni (19,18%) meritano, pur a fronte di 65,23% e 67,02% di positività, la ricerca di tutti gli strumenti e delle professionalità, anche esterne alla scuola, per un’azione di miglioramento.

 

 

 

 

 

Nell’insieme c’è un alto grado di soddisfacimento della scuola nelle sue diverse articolazioni.

 

                     

 

 

 

 

 

Punti di maggiore criticità

§         Rapporti tra genitori

§         Partecipazione dei genitori alla vita della scuola

§         Rapporti con le famiglie

§         Laboratori

§         Inserimento alunni stranieri e con difficoltà

 

 

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