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Sulle pareti delle urne c'erano delle iscrizioni in lingua
etrusca e latina.
Queste urne sono state scoperte nella Necropoli del Palazzone e
sono state messe lì per poterle conservare e far vedere al
pubblico, ma noi oggi non sappiamo più dove sono state trovate
e da quale tomba sono state prese.
La guida ci ha raccontato che l'Ipogeo dei Volumni è stato
scoperto per caso nel 1840 mentre si facevano i lavori di
costruzione per una strada.
La tomba era della ricca famiglia dei Velimna-Volumni, una
famiglia etrusca che piano piano ha cominciato a diventare
romana
Per poterla visitare, siamo scesi per una ripida scala,che non
è etrusca, e siamo passati sotto una porta formata da un
architrave.
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La chiusura era fatta per mezzo di un grande
lastrone di travertino (che ora è appoggiato alla parete) che a
tutti noi ha ricordato quello che chiudeva la tomba di
Gesù.
Abbiamo poi percorso un corridoio,il dromos, che conduce alla
tomba dei Volumni e che è circondato da alte pareti di pietra
molto scura, quasi nera.
Alla fine del corridoio siamo
entrati nell'Ipogeo che vuole proprio dire tomba (sotto
terra).
Ci siamo trovati in una stanza rettangolare che ricorda
molto la forma di una casa romana. Il soffitto è scolpito
e fatto in modo da sembrare proprio un tetto di legno: la guida
ci ha detto che la finta trave di legno al centro del soffitto
si chiama "columen". Sul soffitto abbiamo visto
scolpita per ben tre volte una testa di Medusa che rappresentava
una divinità infernale. Una volta era accompagnata da spade,
un'altra volta da delfini.
Da questa prima stanza si accede a otto piccole celle laterali e
a un ambiente che si apre nella parete di fondo.Qui c'è l'urna
più importante e anche , per noi , la più bella: quella del
capofamiglia, il magistrato Arnth Velimnas Aules (Arunte
Volumnio) formata da un letto(Kline) su cui lui è
semisdraiato.
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Al centro del letto è dipinta la porta dell'Ade con ai
due lati le Lase ,divinità alate dell'oltretomba, che non
si sa ancora se rappresentavano demoni o angeli. A sinistra c'è
la figlia Velia raffigurata seduta al banchetto.
Si pensa che questa tomba risalga al II sec. a.C., ma ancora non
se ne ha certezza.
Noi ne siamo rimasti affascinati e per qualche momento ci siamo
dimenticati di essere dei ragazzi del 2000 e ci sembrava di
essere in un altro mondo. C'era un atmosfera speciale anche perché
l'aria era più calda, quasi soffocante ed alcuni di noi
dopo un pò volevano tornare di sopra.
La guida poi ci ha accompagnato fuori a visitare la Necropoli
del Palazzone dove sono state scoperte quasi 200 tombe.
Queste tombe però sono per famiglie meno ricche perciò sono
solamente scavate nel terreno, hanno un ambiente centrale e,
qualche volta, ai lati altre piccole stanze.Quella che ci è
piaciuta di più è stata la tomba "Bella"che ha un
dromos per entrare e il tetto simile a quello della tomba dei
Volumni. Ci sono piaciuti molto le decorazioni alla destra che
assomigliano molto a quelle della Porta Marzia di
Perugia.
Per proteggere questa tomba c'è una nicchia di vetro in cui entravamo,dopo aver calpestato una
pedana che faceva accendere una illuminazione interna. Purtroppo
dopo un pò il vetro si è appannato ( eravamo in tanti e fuori
faceva freddo), così alcuni di noi l'hanno vista immersa
nella nebbia!
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A questo punto l'uscita didattica sembrava finita, invece c'è
stata la parte più bella della mattinata : il gioco dell'oca
etrusco!
Siamo andati in un edificio lì vicino e, dopo aver fatto
merenda, abbiamo diviso le classi in quattro squadre. A questo
punto ci siamo
affrontati in un gioco dell'oca dove se andavamo su certe
caselle dovevamo rispondere a domande sugli etruschi.
Ci siamo divertiti tantissimo anche perché la nostra classe ha
stravinto: siamo arrivati primi e secondi e la Prof.ssa ci ha
fatto i complimenti.

Classe 1°G
Bastia
Umbra, 30 gennaio 2003 |
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